nel ritornare in tempo da record dalla stella Piumata con ancora gli occhi caldi per l'universo iridato, le radiazioni di fondo, gli altoparlanti all'arrivo, e aver scoperto che i pianeti hanno voce armonicamente distribuita sugli otto chakra, che il tumore grattuggiato è miele non è cocaina, dopo aver ricoperto di attenzioni le fasi lunari, rivisto il karma con il proprio nemico non ci crede l'idraulico che le scimmie si sono prese a mazzate, che divise in gruppi sanguigni hanno cominciato ad aprirsi buchi neri in pancia, tanti come le gocce che perdono dai tubi non correttamente congiunti all'isolante senso di spazio celeste, fino a diventare una pozza pericolosa per la corrente che passa all'accensione della luce del giorno.
se si prova a contare i passi si finisce che le piume ti circondano il ventre e gli squarci ti passano sul viso inebriato dai raggi di tal stella mezzonana contorsionendo il vestaglio di pietra che smazza clave legnose negli occhi sul buio che già si fa, già, il pestare asserisce movimenti inattesi arcadici di scarafaggi spappolati sviscerati scorazzati ne è piena la via che ora scricchiola il sommovimento giambico. non ci crede il cartepezziere implume provando sentieri eterei si libra in post caduta che per la blatta è lo stesso e stare attenti non basta a provvedere di poche responsabilità ma si esauriscono le piume già assenti e il ventesimo che di secolo sta al piano spoltiglia polpettoni di cicatrici pestanti esoschelotrici figuri ritorti.
nascere a macchie nascere viola nella family che ha abbattuto la tua cicogna preferita. La tua placenta è sempre + sporca, ci vorranno anni di ammoniaca anni di cloro anni di nuoto assistito, anni di bestemmie, ematomi e piatti piani, piatti pianti, piatti dischi volanti. Nascere a macchie nascere viola tra le braccia di una lettrice di Intimità al piano quinto con ascensore nella periferia dei cantanti. Le tue mani ora sono sempre più grandi, tua madre urla come 1 ossessa, your father ai piedi del letto azzanna in Ciappi astinenza, vedrà la partita in differita. Nascere a macchie, nascere viola nella family che ha abbattuto la tua cicogna preferita.
e poi le nostre voci che si sfaldano tracheotomizzando false gole e bempensaggi, passano sui corpi slumidi i vermi ci rosicchiano le terga i cazzi molli di febbre mangiano poesieimmagine e palazzi sbrecciati come aerei che si inculano edipici meriggiamo spallidi e insorti senza più, senza più niente da dire ormai ora, e mai, col suono delle bocche umide e s.e.c.s.i. che ci adombrano urlando le orecchie sono ricordi senza nome imperfetti i nostri Organi non vanno più in tiro sfachirano in questa eterna siesta rassegnanti dimissioni affrettate non vogliamo sfigurare e che si sappia come morti che non parlano appiattiti sotto una bandiera a mezz'asta che s'infossa in silenzio per sempre così col gusto marcio di sesso nelle ossa
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