La mattina mi alzo tardi faccio colazione poi trovo mamma che fruga e vede diario gli cambio nascondiglio ogni giorno poi biblioteca mare mangiamo lì poi io cruciverba e tv e tennis mangiamo a casa e gelato e poi andiamo a dormire.
......
Sono passati dei giorni che comincio annoiarmi e come sempre al mare mi rompo e non parlo con nessuno e c'è solo che conosco un bambino di nome Edoardo che secondo me è figlio di jerri scotti, è qui al mare con due che fanno finta di essere suoi genitori, ma suo pappà è sicuro jerri scotti, che lha detto al gioco dei 9 che suo figlio si chiama Edoardo, la mamma non so. Io vorrei ma non ci parlo perché è un po' grasso.
Ieri sera torno dal mare e come sempre a casa mi rompo e mamma fa cena per grandi come sempre ci sono sempre + furti, succede a tutti, quello aveva un'espressione di povertà, mi sento sempre trattare da "il + piccolo" nelle varie situazioni c'era una frittata verde l'ospite era a dieta e non so se ha vomitato a casa.
Nonno era morto poi stamattina lo trovo a tavola con vecchio cappello militare
pesante con mamma che piange nel bicchiere con l'oliva e mi dice spogliati nipote
andiamo al mare così ci divertiamo un po'.
Stiamo che andiamo x la strada mi guarda fisso e mi fa:
te, ti vedo dove arriverai...te, ti prendi le sculacciate?
Cosa?, faccio io
Ti fai mettere le mani addosso da quella...di tua madre?, faccio sì
E da altri? Non rispondo......e dice che sono gli svantaggi di sembrare così piccoli...fossi
una femmina non ci avresti speranze ma i maschietti non sono sempre stupidi
come...a me piacciono.
Sulla spiaggia dice cose che mica capisco e io chiedo com'è saltato fuori
che era morto e lui dice credo a fare cosa a fare pensieri dice capisci faccio
sì con la testa ma mica molto
stai bene in solitudine solo se stai bene in compagnia con te stesso......non so
resistere a un pensiero......tu stai spesso solo ma alla tua età devi ancora imparare.
......
Vado sempre col nonno.
Oggi s'arrabbia se come andando al mare devi tenere gli occhi aperti, la sai
la strada no? fidati... Ci provo così così dice camminare nel buio è ottimo
esercizio...
Mamma grida sempre attenti alle macchine che ti fanno polpette e non immagino
come venga fuori a polpette e che qualcuno rischia di rimanere ucciso e morire.
Sulla spiaggia mi dice quello biondino tipo sfottente è carino va a giocare con lui che vi guardo io e così ho conosciuto pippa, lui è +grande e i suoi amici + grandi lo chiamano pippa credo perché assomiglia alla pimpa e ha sempre la lingua di fuori e il fiatone e viene spesso a giocare con me e non so se perché gli piace parlare a mio nonno che sta con noi due sulla spiaggia.
Il nonno ripete ogni cinque minuti che non bisogna fidarsi di nessuno se non
di me e mai degli altri che bisogna mettere a nudo gli altri e infatti lui tutti
i pomeriggi quando siamo a casa che c'è il mare grosso dice tutto colorato ci
ho un'idea facciamo festa con una grande merenda chiama pippa che ci ho caldo
facciamo doccia nudi in giardino che a me non piace tanto. mentre che nonno
sta a prendere il sole col pisello in mano metti che mamma o i vicini gli salta
in testa di uscire in giardino e nonno nudo non mi piace e mi vergogna come
quella volta l'annoscorso che ero sempre portiere per freddo inverno ci si deve
pisciare sotto dice Stallone che diceva era figlio vero di Stallone e diceva
che ci si deve pisciare sotto no dico ma quando c'è la neve lo fanno tutti e
faccio sento caldo pipi oltre quella che di stallone che se l'è tirato fuori
e mi piscia addosso: ma è grosso e mi fa strano.
lui mi guarda ride mha detto te vedo pochetto scarso pochetto magrolino a me
mi s'alza anche di tanto così...
mi è venuto da piangere come oggi, e non mi diceva mica niente nonno oggi ma
mi ha fatto strano uguale.
ho voglia di andare a dormire
......
Quando al calcetto giochiamo alle sfide viene anche jerry, volevo dire edo,
che lo chiamo jerri così capisce che so, ma rompe sempre a cantilena giocando
calcetto uan, tu, fri, for faiv…tutti numeri in inglese ma non mi piace x' io
ho litigato con l'inglese, nonno dice che non serve mamma che sì nonno che non
devo mai ubbidire mamma se non voglio io so solo spandei mandey heppi deis.
Viene con noi anche Flaviarosa che fa l'elementare ha la mia età pippa dice
che alla mia età bisogna avere ce lhanno tutti una ragazza ma non so ben dire
se è bella o no è magra che non so ma viene solo perché c'è pippa a me non mi
guarda proprio e ogni volta mi fa incavolare e penso lo sta guardando, adesso
no, adesso di nuovo... lui le dice se ci provi solo ti sputo in bocca.
Quando la guardo quando guardo a mamma io ho chiesto al nonno se tutti pensano
lui dice ma però chissà tu devi pensare solo a te stesso.
A me mi sembra tanto che si possa leggere nel cervello da come mamma mi guarda quando sto col nonno e allora le dico: se ti piglio ti do due schiaffi brutta…e lei fuma dal naso fa la faccia cattiva e se sono troppo cattivo piange nel bicchiere birra con la schiuma
mamma non mi piace perché mangia e beve come sette porcelli ed è le cazzate ininterrotte a tavola non si parla dice nonno volevo che rimanessimo soli io e lui e lascia sempre luce accesa e rubinetti mezzi aperti senza sapere che ogni goccia di acqua che spreca è una goccia di acqua in meno nei laghi alpini e nei fiumi ma lascia stare che mi si irrita la pelle col rasoio elettrico con l'acqua che scorre no lasciaaaaaa bim bum bam.
Nonno dice che tempo è ordine e spreco tempo è problema non sprecare un minuto solo con giochi inutili con amichetti che è più grave spreco di energia nervosa e psichica all'esterno in gioia e rabbia che di acqua tanto lui beve wiski (questo me lha scritto sul tovagliolo)
Dice che si può leggere nel cervello forse bisogna cominciare a farlo a se
stessi e non guardare tv e non leggere libri: sono altri che si vogliono introdurre
e imporsi in testa non glielo permettere mai tutti lo fanno nel mondo scienziato.
se io penso cose ho facoltà di pensare che deve ingrandire e crescere e mi ha
raccontato una cosa di quando era bambino e poi mha urlato perché volevo sapere
che è misterioso e anche io ho i miei misteri segreti tipo che faccio pipi tirando
acqua prima e non so perché
e dicevo che racconta che da bambino faceva un gioco e così ha conosciuto molti e anche nonna che poi è morta presto e vuole che gioco con lui e il gioco è guardarsi negli occhi e capire cosa vuole l'altro e poi è gioco del fare ognuno un ordine dell'altro e vuole facciamo doccia nudi in giardino e io no e voglio altre cose di lui che urla e così ha conosciuto nonna ma non era tanto bambino avrà avuto venti anni
ma mamma che ha fatto a sto modo non aveva dovuto farle all'amore a quella
e non essere un unico padre unico padre di puttana è una troia ma che ti frega
a te deve solo essere indiferente, tutti ecc anche io
mamma mi è indifferente cioè non me ne frega niente di mamma e di tutti devo
pensare solo per me
mia mamma non sa...preferisco il nonno...da grande vorrei fare il nonno.
......
Sono rimasto in un palazzo prigioniero nella porta girevole dove sono entrato per uscire ma no davanti c'è mamma esce e se ne va e io che finisco contro il vetro e poi non respiro più e ho tanto sonno che allora in fondo in sfondo non a fuoco vedo nonno che parla, ma che non lo sento e mi viene da piangere ma non piango e allora capisco anche se non si capisce che mi sta dicendo rivolgiti alla tua mente: io lo faccio e vedo la mia testa gira gira la porta che si sblocca proprio mentre che arriva un signore di corsa che esce senza neanche ringraziarmi che lho sbloccata in tempo e mi sento poteri da kenshiro e fuori nonno mi prende la mano e gli chiedo se m'insegna ad allacciarmi le scarpe che non ho mai capito come e poi sogno me che non capivo mica che ero me grande a 13/14 anni forse senza occhiali.
Ti devi immaginare come una pietra. Una pietra immobile. Una pietra non si
muove. Ti caga un gabbiano addosso. Non ti muovi. Stai fermo che continua. Nulla
ti tocca degli altri, del tempo… che importanza fa... eppure, tu non ti muovi
sei mica + bambino. Ci hai paura? E la paura che hai dentro che cosa ne verrà
fuori?......
se non mi dici niente c'è ne che hai paura è capace poi che diventi troia come
tua madre! è giusto preciso quello che sei, vero?
cristomaria, non parlare! una pietra è silenziosa... parlare ti inferiorizza…tutto
sta ad aspettare
non prendo mica paura non prendo mica paura non prendo mica paura no no no no
l'estate è finita che non me ne sono mica accorto proprio
vorrei trovare qualcuno che è d'accordo con noi
2°
non ero me stesso ora lo sono x tutta la vita
con arrivo nonno finito tempo mamma dopo proibizionismo io sono capace autogovernarmi
non tollero regole governi leggi
mamma non ha capito mai che educare solo possibile dal basso in alto, sennò
abuso di potere e nonno sa educare in giardino ubriaco: porta un dissetante!
fammi il silenzio!
mamma diceva cose che forse non pensava x sentirsi confermata quello che pensava
umiliandosi x ragioni sue proprie ma io non lho cagata +...vantandosi di me stesso
agli estranei, mentre a me solo critiche sgradevoli interferenza coi pensieri......insopportabile
stupidità quasi sempre falsa insostenibile non mentire mai
Non ho saputo fare con lei ma credo né io né nonno potevamo salvarla...se sofferenza donne se hanno solo questo di + allora anchio ce lho...e gli abbiamo dato un aiuto con nonno quando lei l'abbiamo......
nessun altro bambino (eccetto forse mio nipote) avrà nonno come il mio né
sarà figlio non di madre come i bambini ma di una puttana come me o tutte le
donne è la stessa...x la famiglia, l'ambito la casa in cui sono cresciuto questo
è anche troppo veramente il massimo,
x questo ho deciso domani di non rimpiangere né ricordare mai e ho detto basta
nel mio cervello basta io sono da cancellare
le idee cambiano, ad un certo punto e non ci ricordiamo già più come; x tutti
è possibile ma tutto dipende dalla Volontà...esempio, me.
Sono diventato uomo quando ho imparato ad essere solo e solo con nonno mha insegnato
l'intelligenza.
L'Uomo può essere meglio animali perché è l'unico animale che può fare autoevoluzione
(attraverso autodisciplina x es. nel togliersi paure...), prima aumentare tutte
le facoltà, poi conservare tutte le facoltà (vecchi rincoglioniti è sola colpa
loro).
Io a scuola mi sono vergognato dopo un'ora.
Da quando sono mente pensante il mio pensiero è quello che è incrollabile e principale concetto di pensare definisco quello che è calma e dignità dell'uomo razionale ma il fatto è la volontà non la razionalità e problema è Autosufficienza Emotiva prima con le cose poi le persone...come passioni noi non abbiamo neanche + bisogni nulla ci è indispensabile sarebbe insostenibile; io ho già mangiato già già x' colpa mia madre che m'ha costretto (chissà che sia l'unica cosa buona involontaria) e ora definitivamente basta. non ho bisogno di niente x' posso avere tutto e questo basta a non farmi + desiderare uomo senza bisogni è uomo+.
......
Ma non ricordo x' era buio e agitavo le mani e non trovavo nulla poi vedo
arrivare qcs sberluccicante accecante che quasi mi scordavo di pensare ed è
come uno squalo ma cerco di tenere il pesce sott'acqua x farlo affogare e arriva
una ragazza e mi guarda...io le guardavo in bocca...e non so + parlare e voglio
a causa della mia leggerezza elevarla al mio livello a vedere le cose dall'alto
come le vedo io...cogli occhiali...senza occhiali...le dico che l'amore non esiste,
è un inganno in cui non sprecare tempo e energia esiste forse il sesso ma donna
è oscena ha fame e vuol mangiare sete e vuol bere e ostenta e alla fine arrivi
nella spiaggia delle secche = fine risposte (x' no) x il che non ho che da perderci.
oltretutto amore x una sola persona rende inferiori tutti gli altri e anche
se stesso e questo non è accettabile. tutti siamo egoisti è un problema di stabilità
emotiva. tra miei coetanei non esistono ragazzi normali (né io) tutti al di
là bene e male...cercano il consenso permanente.. si tendono le braccia allo specchio
insistono a riscaldare la propria gioia senza risparmio infelici e si implatano
con auto...sono solo solo solo e fiero e geloso della mia solitudine. e tu cosa
mi dai, d+?
ma la gravità vince sempre e comincio a sentire di essere un'idea nella testa
di qualcun altro /senza le lucine rosse dell'autostrada che segnano il percorso/
che legge ad alta voce e si mette le dita nelle orecchie x non violare la segretezza
delle parole altrui…..
......
Ricordo quando Pacciani in tv unisce le mani a formare una colomba ora libera
come la Cuccarini vola e quasi con + grazia vola mio nonno si commuove e piange
contro tutti i suoi principi e anch'io sento dentro qualcosa e non guardo mai
+ tv.
Gente ha sbagliata dimensione del senso dell'importanza degli individui (ma
la causa è il rincoglionimento generale della specie), e si fa distrarre da
vite fantastiche che non la riguardano e non esistono trapiantandosi da tv e
libri brandelli in nostra identità modificandola: non ci si deve identificare
con niente e nessuno ricordandosi sempre di se stessi, (nessuno s'insuperbisce
in solitudine, solo con altri).
Mi vergogno sogni che faccio di notte che spesso mi sottraggono da luogo qui
ed ora x portarmi nell'inesistente. di religione come sogni non parlo.
Dopo mangiato nonno sempre ¼ d'ora x terra e dopo fresco come rosa e anch'io
con lui e ora solo e lui sono mesi che non si alza dal letto e di notte mi istruisce
e ho tutte sue carte e ricordi tra le mani e penso che è ancora importante avere
un rapporto a se stessi.
Nonno è ovviamente lucido ma sua infermità mi pare inaccettabile dopo di averci
vissuto e pensato tanto...e anche io ho una mia opinione. giorno e notte vado
corro quando chiama per pisciare e ora vuole che gli tengo il pisello per farla
uscire sta esagerando e droga o alcool fanno male +chexaltro x' alterano la
una sola realtà anche se ci si abitua subito dice nonno e danno dipendenza cosa
ingiustificabile non so lui come fa, anche se senza è proprio una merda gli
servono proprio x vivere e sarà inevitabile una verifica di molti suoi concetti.
da vecchi si sta tutti i giorni come quando non digerisci bene.
Oggi nonno non sta meglio e ho dichiarato morto il limone piantato il giorno
della mia nascita quasi 14 anni fa.
Dobbiamo vederci come oggetti, la mia morte non mi sembra possibile e non me
ne frega niente di quella degli altri (nessuno può soffrire la propria morte
è assurdo che in quella degli altri moltissimi piangono la propria che si avvicina
come quando mamma x papà che stupida! io ne approfittai x chiedere una bici
nuova). bisognerebbe dissotterrare morti e portarli davanti casa (o sul divano)
dei loro parenti x ricordargli che siamo tutti uguali, siamo tutti morti sopravviventi
non ancora sotterrati ma come lo sono i morti dopo essere morti. quindi tutti
abbiamo il potere di giudicare.
Non pigliamoci x il culo, la felicità non esiste l'unica nostra meta e destino è la Morte, ogni giorno dobbiamo lottare x non arrivarci subito (suicidio) come in verità desideriamo, x continuare a vivere la Vita da cui abbiamo la assoluta libertà totale di essere padroni di un corpo fin dove non temo morte e posso fare quello che fa lei.
......
Stasera m'incazzo perché non molla il binocolo che dice x evitare di tremare
è esercizio ma di fronte abita bambino e ho il sospetto che si perdesse in chiacchiere
e mi dà la nausea e lo ricordo quando aveva meno anni e ubriaco sempre rude
ma villano ancora tira fuori 'sto pisello e la goccia che fa travasare il vaso
è che mi scopro + interessato alla tela cerata che alle sue parole e mi tocca.
ma la rabbia è la parte + superficiale di un essere umano maschio, come l'amore
di ogni femmina.
poi quando colpisco vedo tutto mai tanto chiaramente l'allievo supera il maestro,
che morendo può dire fa come se c fossi sempre io nelle unghie frantumate nel
sangue visto morire che muore e io mi conosco accetto resto me stesso non ho
sentito arrivare una lacrima uccidere rubare violentare non sono criticabili
ne' tantomeno punibili x' prima pensati rispondono precisa "morale" visione
del mondo o necessità
lho capito dopo grazie nonno
nessun (nemmeno metà del) male viene x nuocere
questa è la fine che sta finendo di finire
se ci fosse nonno cosa direbbe cosa farebbe ma nessuno rispose.
solo tutto
col Germa in macchina ed io a non fidarmi troppo che ha preso la patente a
marzo. e la strada asfaltata è finita da un pezzo e costeggiamo quello che è
proprio un burrone. caldoporco anche se siamo in montagna ma 'sto sole di luglio
picchia pure qua. noi come al solito in nero, Germa con la maglietta bella ma
gli ho sempre detto un po' tarra dei Black Sabbath. Slipknot dall'autoradio.
"Toni, fa' un cespone."
"ma non dobbiamo farci la camminata in montagna? non ho voglia di farmela da
fuso in salita...quanto manca a 'sto rifugio?"
"se è a un'ora dal paese ci siamo quasi. fai 'sta ceppa, dai. mica dobbiamo
fumare per forza adesso...magari salendo ci becchiamo un bel posto e ce la facciamo
lì, chessò un bosco, una cima di montagna..."
"molto saggio, mi hai convinto."
prendo il moffo dal suo zaino che ho tra i piedi e comincio a cremare. finisco
di girare la cespa che al rifugio ci siamo arrivati veramente ed è proprio un
bel panorama. c'è questo lago che pare finto, tende di gente intorno e qualche
figa prende il sole. poi la storia in legno con gente sul balcone che è il rifugio.
tutto verde d'erba intorno. Germa ferma la car.
"figo, eh? quando sono venuto da piccolo il posto era meno tirato. ma tu sei
sicuro di non esserci mai venuto?"
"t'ho detto di no! mai venuto" rispondo un po' scazzato mentre metto la cespa
nel mio pacchetto di dianablù. sono due giorni che mi fa la stessa domanda.
"cioè c'hai la casa in montagna e qua non ci sei mai stato? è un posto veramente
cisti. c'è un sentiero che porta al ghiacciaio a tremilametriepassa."
"ci sei stato?"
"minchia, ero un bambino! però mio zio c'è stato."
cominciamo a buttare nello zaino tutto quello che ci serve per la passeggiata.
Germa toglie la cassetta dall'autoradio e la mette nel sony che poi butta dentro.
"cazzofai? ti porti il walkman per passeggiare in montagna? uno va vai dalla
città per il silenzio della montagna e lui si porta il walkman! sei proprio
uno scandalo!"
"beh? se mi cago?"
"... e poi gli Slipknot! c'avessi tipo il terzo degli Zeppelin... quello va
bene."
"cioè com'è sta storia? perché gli Zeppelin invece vanno bene?"
"madài con tutta quella roba acustica va bene con la natura! gli Slipknot li
ascolti bene in corso rosselli, in periferia, con le fabbriche in rovina...come
l'industrial, il grind... deve essere come la colonna sonora adatta."
"forse hai ragione."
"chiaro. ma portateli se vuoi, non è male a volte sballare la colonna sonora."
"minchia poi sono io lo scandalo!" dice il Germa ridendo ed aprendo la portiera.
il cartello è di legno. le parole sono incise.
"3077 metri, ghiacciaio" indico col dito.
"ghiacciaio Fouqué... sarà il nome del tipo che l'ha scoperto. treacca sarà
tre ore di sbattimento?"
"'azzo! la vera cima qui sei tu! te la sei proprio meritata 'sta matura."
"aaaah, sei simpatico. senti ti faccio una proposta, anzi due."
"spara." ma mica mi fido troppo.
"la prima è che tornati dall'interail, prima di cominciare l'università si viene
qua anche con Robbish e magari Chiara e Bonzo, che lui ha una bella tenda, e
ci si accampa sul lago, la notte si fa un falò, chessò si sta un paio di giorni."
"mi sa che qua già a settembre fa freddo, vedremo. la seconda?"
"la seconda è che oggi arriviamo al ghiacciaio, lì c'è l'altro rifugio e lì
fumiamo il cespone!"
"il cespone sul ghiacciaio?"
"minchia è un record! secondo me nessuno si è mai fatto una storia a tremilasettantasettemetri.
è da guinness dei primati!"
"secondo me in Himalaya fanno benpeggio e stanno più in alto."
"e che siamo in Himalaya? cazzo di discorsi... nessuno l'avrà mai fatto qui,
cioè lassù. nessuno in tutto il corso della storia!"
guardo l'ora sul cellulare.
"Germa, sono le quindiciequindici. tre ore a salire e tre ore a tornare fanno
le nove."
"che hai progetti per la serata?"
"quantoseiidiota! siamo in montagna, alle nove il sole quasi non c'è più e fa
freddocane!"
"appunto noi alle nove siamo qui. sennò ci fermiamo a dormire al rifugio."
"allora sei fuori! c'è scritto qui che il rifugio non fa da ristoro, è solo
una baracca e noi non abbiamo neanche i saccoapelo."
"lo sai che lo vuoi anche tu."
e forse ha ragione.
prima la cascata. c'è questa cascata neanche così grande ma proprio imponente,
per rendere l'idea. e ci siamo io e il Germa e tutta una famiglia con bambini
e zio pelato in canottiera che guardiamo la cascata. quasi in botta siamo. lì
in silenzio a guardare la cascata, ipnotica. che fa lei un casino di rumore.
per terra solo sassi, pure grossi. la famigliola si allontana verso il rifugio
ed io dico che 'sta cascata è ipnotica.
"tutto è ipnotico in montagna. non ti ho detto che ieri dopo pranzo sono rimasto
ipnotizzato dalla montagna che si vede dalla tua finestra. mi ha proprio svarionato.
non riuscivo a staccare gli occhi."
pigliamo il sentiero, cominciamo la salita.
e ci sto dentro, mi piace camminare in montagna e penso che mi piaceva anche da piccolo, che sono troppi anni che non mi faccio una storia così. anche se il fiato un po' manca perché quest'anno col nervosismo della matura mi sono scassato di siga. però me la cavo. la strada è solo sabbia ed un muro di roccia a lato che anche quello a guardarlo ti ipnotizza. ogni tanto ci si ferma a ripigliare fiato. il rifugio la macchina le tende e le fighe chi le vede più.
salgono scendono bici e macchine. gente a piedi scende. c'è pure troppo traffico.
"quanta cazzo di gente c'è qua in montagna? sembra di stare in via roma!" dice
Germa.
"... e quanto sono presi bene quelli in bici? comunque salendo di gente ne beccheremo
meno... che figo beccare posti quasi deserti..."
"... le lande desolate!"
quando vuole il Germa è un poeta.
"... un cannone sul ghiacciaio con neanche un cristiano intorno..."
"t'ha presobene la storia, eh?" fa complice.
"... and nothing else matters" finiamo di cantare. perché abbiamo cantato
ché in montagna gli alpini insegnano si canta e si beve ("zioporco potevamo
portarci la grappa!" ha detto prima Germa) e proprio finendo la canzone sbuchiamo
in 'sto posto.
"eccola una cazzo di landa desolata!" dico felice.
è un prato, perché c'è erba, anche se cortissima, e un casino di massi. grandi.
come lì piovuti. proprio uno spettacolo.
"e adesso che cantiamo?" chiede il Germa.
"è una valle!" dico io.
"che si canta in una valle?"
"boh? possiamo anche non cantare. senti... non c'è neanche un rumore... ascolta.
questo è il silenzio, il silenzio vero, non quello nostro di città che è sempre
con qualche rumore. è silenzio e basta".
"non c'è neanche vento... ma Toni, dove cazzo stanno gli animali che si sono
visti solo insetti e prima quel delirio di farfalle?"
"mi sa che stanno tutti nascosti. mica si fanno vedere, si infrattano nei boschi."
"già!" fa il Germa illuminato, "sentono la presenza dell'uomo e stanno lontani."
a metà della landa desolata il Germa ammazza il silenzio.
"sai che potremmo cantare con questo paesaggio? Kàshmir!"
"minchia! potentissima. ma non ho mai letto il testo e mica la so tutta... poi
si dice Kashmìr con l'accento sulla i."
"e a te che te l'ha detto?" fa il Germa permaloso.
"me lo ha detto Silvia la sorella di Franz che studia indiano all'università."
"è scandalosa quanto è figa la sorella di Franz!"
"è figa sì..." penso e dico.
"'sto posto sembra proprio un altro pianeta" dice serio il Germa.
poi a lato della strada che sale 'sto bosco gigantesco, 'sta foresta verde ma che noi subito chiamiamo nera, perché è grossa.
"chissà che delirio di bestie ci stanno là dentro!" fa poi il Germa.
"avessimo tempo... mi sarebbe piaciuto andarci."
"andiamoci lo stesso."
neanche lo cago perché guardo tutti i pezzi di legno per terra alla mia destra.
"piuttosto prendiamo un bastone, che la salita si sta facendo pesa."
il sole picchia così forte che siamo senza maglietta. così magari torniamo
con un'aria un po' più sana. anche sudati siamo.
"Toni, ti ricordi quella storia di Petrarca in montagna che abbiamo studiato
in terza?"
"minchiasì! volevo farne un pezzo... Ascension to the Windy Mountain..."
"il monte ventoso! che storia! che saliva col fratello..."
"... un monaco."
"ma sono poi arrivati in cima?"
"chiaro. e si sono sparati il panorama!"
"... e il cespone!" fa il Germa e ridiamo ma neanche tantissimo che un po' ci
manca il fiato.
è neve. la neve a luglio è proprio da raccontarla. ne mangio un po'.
"cazzo ti mangi la neve?"
"qua è pulita... e dissetante."
poi il Germa che mi precede di qualche passo si ferma di botto. si gira. mi
guarda.
"oh, torniamo indietro."
che non scherza lo capisco dalla faccia. è uno dei suoi soliti numeri. e mi
incazzo.
"mi hai portato fin qui e adesso te ne esci che vuoi scendere?"
"siamo arrivati belli in alto."
"senti, checazzo, siamo a mezz'ora dal ghiacciaio... ti rendi conto che è come
la barzelletta dei matti e i cinquanta cancelli?"
"non erano cento?"
è proprio stronzo.
"quanti cazzo erano.... è assurdo! io salgo e mi vedo 'sto stronzissimo ghiacciaio!"
il Germa rimane un po' in silenzio, come tutto ora qua. poi parla:
"dài... se lì vuoi farti da solo la cespa non c'è problema... io ho il moffo
nello zaino..."
è talmente stronzo.
mi tolgo il suo zaino dalle spalle, lo apro, prendo la mia felpa gothic nera
col cappuccio, richiudo lo zaino e glielo do. l'idea di non vederlo per qualche
ora mi piace troppo.
"minchia... sali sul serio?"
"ciao" impugno il bastone, mi giro e parto.
"ti aspetto alla macchina, Toni..."
fra due pareti di neve. assurdo. con il bastone a disegnare cerchi sulla neve. o solo a fare buchi. ed il fiato manca un po' perché quest'anno col nervosismo della matura mi sono scassato di siga anche in serate d'inverno chiuso nel cesso con la finestra aperta che sono storie assurde visto che di anni ne ho diciannove.
eccolo. il ghiacciaio Fouqué. a tremilasettantaequalcosa. è come un lago ghiacciato. il rifugio è proprio una baracca vuota, stile antartide. di là la francia. e poi montagne che salgono ma da qui te le devi fare tutte in orizzontale, l'alpinismo quello serio. il silenzio è totale. non ci fosse la baracca sarebbe ancora più bello, proprio un altro pianeta. devo pisciare. non so se è un record ma decido di pisciare sul ghiacciaio. e mentre sono lì con lo strumento in mano e il mio piscio cade sul ghiaccio sbuca dal sentiero una tipa in mountainbike. il suo sguardo dietro gli occhiali va subito lì. ed anche quello del tipo che la segue che sarà il suo ragazzo. neanche sui ghiacciai si può pisciare in pace. poi guardo l'ora sul cellulare: le diciottoediciotto. mi piglio un po' male e comincio la discesa.
nel bosco entro per tagliare. forse da imprudente, ma non lo so.
attraversandolo dritto si è visto che si guadagna un casino di strada, due valli.
quasi un'ora, forse. ecco perché sono nel bosco. mi volto spesso a guardare
il sole un po' imparanoiato dall'idea di perdermi, ma il sole è quasi coperto
dalla cima di una montagna, gli alberi sempre più alti, e il buio è sempre di
più. sono preoccupato anche perché il cellulare non ha ancora campo e se mi
perdo Germa fa partire i soccorsi e finisco sul tgregionale che è un po' brutta
figura. è pieno di rumori di bestie che non si vedono, e fa sempre più buio.
poi all'improvviso non più. forse il sole ha passato la montagna, ma è come
se un suo raggio si fiondasse nel pieno del bosco. è luce calda e buona. ed
ora su un albero vedo uno scoiattolo no due no di più un casino di scoiattoli
su tutti gli alberi e un casino di uccelli che cinguettano il greatesthits dei
loro cinguettii e questi saranno due daini maschio e femmina e queste per terra
forse marmotte. tuttipresibene. e c'è un rumore di acqua del fiumicciattolo
ed una radura proprio inondata dal sole con un laghetto che più che alpino è
da fiaba. sulla sponda del laghetto una grossa pietra. come fosse un trono.
seduta c'è lei.
dire che è bella non rende un cazzo. la più bella che abbia mai visto (e al linguistico non mi posso lamentare). ha le gambe accavallate e ai piedi ha docmartens uguali ai miei. che sono l'unica cosa nera che ha addosso. collant azzurri azzurra minigonna e maglietta con sopra uno strano simbolo ed il logo di un gruppo che non conosco. smalto azzurro alle dita, capelli chiari raccolti. gli occhi azzurri su pelle candida. e dire che è bella non rende un cazzo. tutta un'altra storia. lei sembra rilassata. io mi sa che sono innamorato.
"ciao..."
"ciao." e sorride anche.
"sei qui sola?"
mi guarda stupita e si guarda intorno. forse non ha capito la domanda. la rifaccio.
mi guarda ancora stupita e risponde.
"no."
"sei qui con amici?"
fa sì con la testa e poi dice con una voce più bella di tutte quelle che ho
sentito.
"tu, chi sei?"
"io mi chiamo Antonio..."
le do la mano ed è talmente bella la sensazione di toccarla che non faccio neanche
caso a quello che dice lei, che forse è il suo nome. poi quella sensazione finisce,
si è ripresa la sua mano ed io non smetto di fissarla. anche lei mi fissa ancora.
"sei anche tu di torino?" chiedo sperando.
"no."
"sei di queste parti?"
"sì."
"di dove?"
"di questa parti."
ho voglia di baciarla, tanta. sono un po' in imbarazzo. mi ricordo della cespa
nel pacchetto di dianablù.
"vuoi fumare?" dico tirandolo fuori dalla tasca. non risponde. io comunque accendo
e faccio un po' di tiri per rilassarmi. poi gliela passo, e lei fuma. me la
ripassa che è a metà.
"spero che non mi squilibri troppo" dice.
"no, è leggero, è marocchino" la tranquillizzo. e comunque non riesco a smettere
di guardarla e di volerla baciare. mi dico finita la canna ci provo.
e allora mi avvicino alla sua bocca con la mia. ma lei si scosta e sorride triste
girata altrove.
"no, non posso."
ha il tipo, o è lesbica, o non le piaccio, ma speriamo di no, penso.
"non posso baciarti. potrei innamorarmi. e ne morirei."
e allora io dico una cosa a voce alta che non ho mai pensato ma mi accorgo che
è vera.
"anch'io sono romantico!"
lei ride.
"no, io ne morirei sul serio. io sono una ninfa, una creatura dell'acqua."
è proprio fuori come piace a me. ora si fa molto seria.
"io non sono umana."
"nemmeno io sono umano! mio padre me lo dice sempre!"
"mai sentito una fiaba?" continua seria prendendomi per mano e facendo ricominciare
quella bella sensazione.
"non sono felici gli amori fra spiriti elementali ed umani." mi dico me ne frego
e rifaccio per baciarla. lei ancora si scosta. poi si alza in piedi e dice:
"sì, un bacio te lo voglio dare."
e ci baciamo. e dire che è solo un bacio non rende niente. è qualcosa come prima
di essere nati, forse. perché mi sento come in acqua calda e buona ed in quella
che secondo me è estasi. e quando lei si stacca rimango lì scimunito e felice.
lei poi cammina verso il laghetto e poi sul laghetto come Gesù al catechismo.
mi fa ciao con la manina. come se sprofonda nel lago, anzi nel lago è assorbita,
anzi il lago è assorbito da lei. e tutto, lei e lago, viene assorbito dalla
terra. non c'è più lago, ma solo il fiumiciattolo che scorre. e niente più animali,
né daini né uccelli né marmotte o procioni. ed è proprio quasi buio.
sì le fate hanno gli anfibi, mi dovete credere! l'ho vista e baciata, lo giuro,
non dico bugie! sicuro che se lo dico al Germa lui se ne esce con cose come
con l'aria di montagna la cespa ci guadagna. ma io non ho fumato sul ghiacciaio,
ho fumato con lei! ed il Germa lo vedo in mezzo al buio là sotto, seduto sul
cofano dell'auto, anche lui con il cappuccio sulla testa. ho ancora un curvone
da fare per scendere da lui. agita una cespa pronta come una bandiera ed urla:
"dài Toni! che quando arrivi appicci!"
e io non ho ancora deciso se dirglielo. non so ancora se raccontare o no 'sta
strana storia.
Ieri l'altro il sindaco ha bussato alla mia porta. Era la prima volta dopo
quel giorno che mi aveva dato l'incarico. L'ho fatto entrare, in soggiorno,
gli ho offerto da bere un crodino. Il tuo lavoro procede bene, Orì, mi ha chiesto
lui, e io gli ho risposto Bene, bene, tutto a posto. Eh, lo so, me l'hanno detto,
Orì, che ti impegni, e ora qui i gatti per merito tuo son quasi tutti senza
palle e tra un po' non ci saranno più bestie randage a sporcare il paese con
la merda e la rogna questi porci gatti. Ti troveremo un altro lavoro, Orì, non
ti preoccupare, mi ha assicurato il sindaco e dicendo questo si è voltato verso
il sofà verso Mimmino e mi ha detto, Orina, ma tu stavi lavorando, ti ho disturbato,
mo' me ne vado e io gli ho risposto che no, quello era il mio gatto, quello
le palle gliele lasciavo. Allora lui, il sindaco, s'è fatto serio serio, mi
ha guardato negli occhi e ha detto, Orina, questo non è professionale, o tutti
o nessuno, o tutti o nessuno, hai capito?, mi ha detto ed è andato verso il
sofà e ha preso in braccio Mimmino che già aveva capito tutto. Orina, ha detto
il sindaco, su, fagli il nodo e via, leviamoci il pensiero, e Mimmino mi guardava
tutto disperato con gli occhi che parevano due lampioni neri dilatati com'erano
dalla paura e mi chiedeva aiuto senza dir niente e io ero lì, come un fesso,
immobile, e il sindaco davanti a me zitto e solenne col gatto in braccio e io
le palle a Mimmino non gliele volevo tagliare, no.
Ma Mimmino, allora, ha fatto tutto lui, con uno scatto che da un gatto di trent'anni
non ti aspetti proprio eccolo che si gira e pianta le unghie in faccia al sindaco
che comincia a sanguinare e a gridare come un pazzo e a coprirsi i tagli con
le mani, Mimmino è per terra che si riprende dalla botta perché il sindaco lo
ha lasciato cadere all'improvviso sul pavimento e io guardo il mio amico accasciato
e Mimmino mi dice Santù, fallo per me, livammeppallastopiezzemmerd, allora io
senza pensarci due volte afferro una sedia, la tiro sulla testa del sindaco
che cade svenuto, poi gli levo i pantaloni e le mutande ed ecco il suo pisello
smoscio lì piegato da una parte. Scendo giù in garage a prendere il rocchetto
del filo sottile, risalgo in soggiorno e mi chino sul sindaco e lego bene il
filo attorno al suo scroto. Per la prima volta stringo forte, di solito non
è così che si fa, altrimenti brucia e i gatti stanno male, ma il sindaco è svenuto
e sanguinante e quindi non sente niente. Così mi alzo, prendo Mimminoin braccio
e lo accarezzo piano. Lui ronfa contento anche se un po' ammaccato e mi dice
Quanto sei bbello Santù e ora sono felice per Mimmino e per me, ora ho un lavoro
in più da fare, aspettare che le palle del sindaco si secchino piano. E da domani,
ho deciso, in paese sapranno che non mi chiamo più Orina. Che mi chiamino Santuzzo
o Volkswagen o Pancarré, io non sono una checca non sono un piscio giallo, merda
puttana!
Ma sarò generoso e darò loro una quarta possibilità, il mio nuovo nome per intero.
Santuzzo Volkswagen Mimmino Pancarré.
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