comunque ci piaceva l'idea della spot-avanguardia essendo che ci avevano chiesto se ci sentivamo una neo-avanguardia e noi: "magari no-avanguardia", che poi sarebbe una post-avanguardia, cioè una stop-avanguardia, e quindi... mettiamo le merci nella poesia? Fatto. Mettiamo la poesia dentro le merci? Fatto, fatto... Vabbè, abbiamo deciso d'andare un po' oltre mercificando quel che di solito non si mercifica, luoghi della città, momenti, emozioni, e insomma promuovendo un superamento della stessa critica sterile di stampo neofascista che rifiuta le merci, cavalcare la tigre dell'ossessione plebea di consumare e consumarsi e consumarci, vendendo poesia attraverso la vendita di altro che già ci appartiene. E la questione e che non ci facciamo interpretare arbitrariamente come certe guide turistiche. In preparazione dell'agenzia poetica immobiliare che stiamo fondando...