Recensione di “Che cosa hai fatto?”, Raul Montanari
"L'idea iniziale di Che cosa hai fatto è nata addirittura dieci anni
fa. Avevo in mente un'immagine semplice: un uomo si dà dieci giorni di vita
e decide di provare emozioni forti prima di suicidarsi." Raul Montanari
scherza con Tiziano Scarpa sul suo ultimo romanzo, foriero in tempi
non sospetti di accadimenti recenti e ambientato in una Milano apocalittica.
Un uomo innominato per l'intera durata del romanzo, una misteriosa amica intermediaria
che intrattiene relazioni con il potere e dieci giorni di vita da bruciare al
massimo delle possibilità che offre la perversione umana, prima di sparire per
sempre da questo mondo. Il succo della trama di Che cosa hai fatto è
tutto qui, vitamico e semplice. Il romanzo lascia spazio a moti interiori e
ritratti sociali che stupiscono per la verosomilianza con quanto accaduto nel
recente passato. "Il libro è ciò che gli americani definirebbero one-liner,
un romanzo riassumibile in una riga. La trama, ad un primo livello, è chiara.
La storia narra le esperienze sessuali sfrenate di un uomo qualunque che non
viene nemmeno nominato, tanto è l'incarnazione dell'everyman borghese postmoderno."
Il
protagonista è un eroe subdolo che si compra una felicità materiale fatta
di sesso da sogno. Con l'aiuto dell'amica Beatrice riesce ad andare a letto
con un'inavvicinabile telegiornalista top erotico degli italiani. L'amica non solo organizza
questo primo incontro, ma funge da vera e propria mediatrice per i successivi
con tre ragazzine quindicenni e le servizie del terzo. "Il romanzo è un'escursione
schietta nell'immaginario erotico maschile. L'approccio è sincero, non sessista
ma con un punta di male-pride che molti narratori sembrano aver sconfessato
perché politicamente scorretto. Il protagonista non comprende nulla o quasi
delle donne e del mondo che lo circonda, gli squilli di telefono a vuoto che
riceve per tutto l'arco della narrazione sono palesi testimonianze della frattura
che c'è tra lui e il mondo".
Montanari è abile ad usare il sesso solo come
pretesto. Il suo fine è parlare di politica e di morte. "Che cosa hai fatto parla di politica
e morte attirando l'attenzione del lettore su quegli argomenti attraverso
il sesso. È un libro che dice le cose in faccia, che ha anticipato gli eventi
di Genova in tempi non sospetti, non come ha fatto De Carlo che ha aggiunto
un capitolo a giochi fatti" dardeggia Tiziano Scarpa, che con Montanari e Nove forma un trio
letterario affiatato e produttivo. La Milano che descrive Montanari in una città degradata, "
a metà strada tra Blade
Runner e Bunuel",
cupa e deformata dalle percezioni distorte del protagonista che la percorre
in lungo e in largo. Accadono guerriglie urbane fomentate da uomini neri che
somigliano molto ai Black-Blockers che rovinarono le manifestazioni no global
a Genova. Il tutto con anni di anticipo
e di veggenza.